La nuova sede della
Federazione CAP
(Club Aviazione Popolare)
La Federazione-CAP ha finalmente la sua sede!
L’antefatto.
L’aeroporto di Bresso già da alcuni anni è in uno stato di fermento rinnovativo di cui il principale motore è stato l’Aero Club Milano. Locali e spazi per decenni occupati da ditte di lavoro aereo, oggi trasferitesi in altri aeroporti, ci hanno permesso di avere la nostra sede.
Va tuttavia premesso che il locale condiviso temporaneamente con l’associazione AOPA, è stato un toccasana al momento del trasferimento dell’associazione CAP sull’aeroporto di Bresso, ed il tempo trascorso in coabitazione è fluito rapidamente e senza alcuna reciproca difficoltà, oserei dire da buoni fratelli nella comune passione aviatoria.
Di questo personalmente ed a nome della Federazione CAP e della Associazione CAP Italia ringrazio il Presidente Massimo Levi e tutto il Consiglio di AOPA, confermando loro la nostra gratitudine per l’aiuto offerto a suo tempo.
Va da sé che il desiderio di disporre di un locale proprio, da sentire come sede, è sicuramente una giusta e legittima aspirazione di ogni forma associativa, e in particolare per noi, anche in vista dei nuovi passi che la Federazione si accinge a porre in essere come conseguenza della emissione della versione “C” della circolare NAV 15 dell’ENAC.
La sede, ironia della sorte fu il primo locale da me visitato, nell’ormai lontano 1962, in compagnia del mio collega Arturo Sachet, ben noto Funzionario RAI. L’Ing. Sachet seguiva le revisioni dei motori aeronautici dell’Aero Club e le prove motore che venivano effettuate all’esterno del locale controllate attraverso una finestrella. Le testimonianze murarie di quella funzione e quella successiva di magazzino dell’Aero Club Milano, sono stati il punto di partenza di questa avventura: una pavimentazione con avvallamenti degni dei migliori ottovolanti, un impianto elettrico del ‘50, pareti modello Emmenthal d’annata, umidità d’affioramento classe Venezia, impianto di riscaldamento in stile Siberia. La realizzazione poi, di impianto elettrico e telefonico autonomi, in un sedime aeroportuale, non è esattamente come quello di casa: i contatori sono a più di 150 metri di distanza! L’imbiancatura, con ripristino della muratura sforacchiata è stato il minore dei problemi.
Per fortuna la nostra non è la “federazione del punto croce” e può avvalersi di soci forzuti per smontaggio, trasporto e rimontaggio di pesanti arredi, varie suppellettili e carta, tanta e pesante carta.
Ventotto giorni di tempo, dal 3 al 31 Dicembre, questo era il periodo rimasto tra la consegna ed il trasloco forzoso.
Un ringraziamento per le donazioni avute tramite il CAP Lombardia vanno : ad Achille Groppi, alla PDM di Pierangelo De Matteis , a Stefano Martellosio e la Woodline ed alla Aliud , che hanno donato mobili, l’installazione gratuita della pompa di calore, e la messa in opera del parquet .
Nulla si sarebbe potuto fare senza il lavoro dei volontari del CAP Lombardia in particolar modo dei soci : Castelfranchi, Fiochi, Fontana, Introzzi, Chignoli, Goffredi , Sparicio, Sironi, Ferreri , Vanini e Zampatti .
Così alla fine la Federazione CAP dispone di una sede certa, nello spirito di quanto richiesto dallo statuto dell’AeCI per le Federazioni associate.
“Anno nuovo vita nuova”, dice un vecchio adagio. Quindi, ora, realizzata la sede si deve lavorare per l’organizzazione federale, favoriti dalla nascita e riorganizzazione delle associazioni CAP Emilia-Romagna e CAP Italia.
La sorveglianza tecnica dei nostri aeromobili sarà la sfida del 2006, sfida ambiziosa che, se vinta, segnerà un caposaldo per la rinascita del movimento amatoriale.
Le foto della nuova sede (clicca sulle immagini per ingrandirle)
Prima…
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… e dopo
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